Vita da Ski Bum

All’età di 18 anni, conclusa la mia tragica esperienza nel mondo dell’istituzione scolastica, nutrivo una profonda voglia di avventura per la scoperta di luoghi sperduti nella natura, dove poter esprimere tutta quell’energia che per anni sembrava non aver trovato sfogo da dentro di me, e una cosa era chiara, non avevo nessuna intenzione di chiudere i miei orizzonti davanti a interrogazioni, test, scadenze e cose che non mi appartenevano. Per questo, dopo un’accurata riflessione su quello che stavo cercando, tutte le indicazioni portavano nel Britsh Columbia, regione del Canada attraversata completamente dalle Rocky Mountain, famose per offrire stagioni invernali cariche di perturbazioni nevose, abbondanti e leggere come la polvere.

La mia avventura ebbe luogo dalla freddissima città di Calgari, la ricordo così perché nel mese di dicembre, quando arrivai, fuori all’aereoporto, ad attendere i miei polmoni mediterranei, c’erano –25 gradi, e da lì sentivo che le porte della scoperta, si spalancavano sempre di più. Così, senza esitare, con il mio snowboard, i miei scarponi, una vaga idea di come erano fatti quei posti e mille dollari in tasca, montai su un autobus del GreyHound, che percorrendo la Trans Canada Highway da est a ovest, mi portò ad attraversare tutte le migliori stazioni sciistiche, tra cui Lake Luise , Sunshine Village, Mont Norquay, Kicking Horse, e più l’entusiasmo della scoperta di quei posti saliva più i miei soldi diminuivano, così, per non abbandonare la magia che si era creata nel vivere questo sogno tra le montagne, arrivato nella città di Revelstoke, decisi di cercare un lavoro che mi avrebbe dato la possibilità di continuare a godere di quei posti, per me unici. E da quel momento, con il fatto che non ero più un nomade, ebbi la fortuna di conoscere a fondo il comprensorio sciistico di Revelstoke, che giorno dopo giorno grazie al suo concetto di sci freeride mi fece cadere in un amore profondo nei sui confronti, aprendomi così, le porte ad un livello supeririore del mondo dello sci. Per questo, al mio ritorno in terra Italica, decisi che avrei cercato di trasmettere a tutti gli amanti dello sci freeride, le energie che un posto del genere riesce a dare. Da qui, nasce lo Ski Bum Tour, viaggio da me ideato, e infine realizzato per la prima volta insieme a un gruppo di 9 rider accaniti, amanti dello sci fuori pista, dove il programma prevedeva di sciare i tre Skiresort più intriganti del nord America.

Una premessa che intendo fare da subito, è quella di togliere l’illusione che sia scontato trovare condizioni di neve polverosa, e vista la mia esperienza invernale di 2 anni trascorsi in Canada, posso affermare, che in media, le condizioni da sogno (quelle con la neve fino alla gola) nel l’arco di un mese, si possono verificare dalle 5 alle 10 volte, percui lo spirito con cui consiglio di partire, è quello della scoperta di un posto nuovo e divertente in ogni caso. Infatti, questo gruppo, ad insaputa di tutti, avrebbe trascorso tra le piste, i 10 giorni più intensi di alta pressione mai reggistrati nell’arco di 50 anni, per cui iniziammo la nostra avventura presso kicking Horse resort nel mese di gennaio con condizioni di sole, tipiche della primavera, dove nonostante le condizioni dure, il livello e la qualità dei partecipanti, ha comunque tenuto alto lo spirito e la verve nell’affrontare curva dopo curva, e lo stesso successe nell’area di Revelstoke. Ma nonostante l'alta pressione, in Canada c'è sempre una speranza, e quella si chiama Heli-skiing, dove grazie ad essa, i nostri eroi, riuscirono a sciare discese vergini con neve polverosa, su crinali e vallate esposte a nord, conservate intatte dalle guide, a vista di tempi di scarse perturbazioni. Con questo articolo colgo l’occasione per ringraziare i partecipanti della prima edizione dello skibum tour, e aggiungo che sciare insieme a persone nuove, stimola a migliorare lo stile e a tenere alto il proprio livello di sci, e mi auguro veramente un giorno, di ripetere l’esprienza in un logo diverso con lo stesso gruppo.

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